Nel clima di bilanci tipico dell’arrivo del nuovo anno è stata resa pubblica dalla società di ricerca Great Place to Work Institute Italia, attraverso il partner editoriale il Sole 24Ore, la lista delle 35 aziende italiane nelle quali si lavora meglio del 2011.
Ci interessa approfondire il punto di partenza di questa ricerca annuale e stilata anche per l’America, l’Asia e il resto dei paesi europei, ovvero la constatazione che sia la concomitanza della fiducia tra manager e dipendenti, con quella dei dipendenti tra loro e il senso di soddisfazione che ogni persona ha nello svolgimento delle proprie mansioni, a rendere più appetibili i luoghi di lavoro.
L’azienda che desidera partecipare alla graduatoria si predispone ad essere giudicata dai propri dipendenti su questi principi:
- Credibilità: integrità e coerenza nella gestione di persone e comunicazione aziendale;
- Rispetto: nel sostenere la carriera della risorsa ma anche nel saperne agevolare il bilanciamento con la vita privata;
- Equità: trattamento uguale per tutti e possibilità di appellarsi in casi problematici;
- Orgoglio: sviluppare nella risorsa senso di fierezza nell’azienda e nel proprio lavoro;
- Cameratismo: sentirsi a proprio agio in un ambiente accogliente e parte di una “squadra”.
Il punteggio, che ogni azienda si aggiudica per le risposte dei dipendenti sottoposti a questionario, viene valutato attraverso due strumenti di indagine:
- Trust Index di Great Place to Work: circa 50 affermazioni per misurare il livello di fiducia, orgoglio e cameratismo all’interno dell’ambiente di lavoro, determina la parte preponderante del punteggio di un’organizzazione;
- Culture Audit di Great Place to Work: serve a quantificare il livello della cultura generale dell’organizzazione mediante domande sulla demografia dei dipendenti (ad es. numero di dipendenti nel Paese, turnover volontario, composizione etnica, anzianità aziendale, ecc.), informazioni generali sull’azienda (ad es. anno di fondazione, fatturati) e sui benefici offerti ai dipendenti (ad es. palestra, percentuale di premio assicurativo pagato dall’azienda, numero di giorni di ferie) e attraverso una domanda aperta finale.
La conclusione di questa classifica è che le aziende ritenute i migliori posti dove lavorare abbiano dei vantaggi a livello produttivo e economico perché risultano:
- ottenere domande di lavoro più qualificate per le posizioni aperte
- avere un livello più basso di turnover;
- avere riduzioni dei costi sanitari;
- avvantaggiarsi di livelli più elevati di soddisfazione del cliente e di fedeltà;
- favorire maggiore innovazione, creatività e assunzione di rischio;
- trarre vantaggio da una più alta produttività e più alto profitto.
Secondo voi, esistono altri aspetti che concorrono a rendere un ambiente il posto migliore dove lavorare?
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