Occupazione in Europa e negli Stati Uniti a confronto

L’economista statunitense Paul Krugman intitola “The End of Eurosclerosis” la sua riflessione, nelle pagine del New York Times,  sull’andamento e sulla percezione della disoccupazione negli Sati Uniti e in Europa.

Fino a poco tempo fa il pensiero americano comune identificava l’Europa come un continente dall’economia stagnante e limitate opportunità lavorative. Un’immagine con una base di realtà negli anni ’90 ma poi sempre meno vera con l’arrivo della crisi globale che ha coinvolto il mercato lavorativo americano anche più fortemente di quello europeo.

Da un’analisi tra popolazione e occupazione, dal 1980 ad oggi nei due continenti, emerge infatti che il gap iniziale, che vedeva gli Stati Uniti in vantaggio, si è sempre più ridotto negli anni fino ad allinearsi quasi nel 2009. La disoccupazione in Europa ha maggiormente colpito i giovani e anziani, la fascia centrale dei lavoratori vive condizioni più agevoli nel vecchio continente che in America. Krugman suggerisce inoltre di considerare nel rapporto che il livello di tassazione e gli ammortizzatori sociali sono molto più elevati in Europa, quindi la disoccupazione americana ha conseguenze e una percezione diversa per le persone coinvolte.


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