Giovani al lavoro: i casi di successo in Italia

Vi ricordate la galleria dei “40 under 40” che vi abbiamo proposto qualche giorno fa? Una carrellata di storie di giovani imprenditori di fama internazionale.
Oggi, raccogliendo alcuni degli articoli della Rassegna Stampa di Cliclavoro, abbiamo pensato di fare una carrellata dedicata ai giovani italiani, alle storie più belle, più coraggiose e di successo del nostro Paese.

Partiamo da quella di Marco Roveda, intervistato da B&G Business & Gentlemen, imprenditore nel settore edile già a 22 anni, che sul finire degli anni Ottanta decide di cambiare totalmente vita creando un’azienda agricola biodinamica nel Comasco che ha riscosso successo fra i consumatori. Un’avventura da pioniere del biologico in Italia per quei tempi, che nel 2000 sfocia in LifeGate, un portale interamente dedicato allo sviluppo sostenibile, ispirato dalla volontà di accrescere la consapevolezza dell’esistenza di stili di vita diversi, votati all’impatto zero.
E che oggi prosegue ancora con due nuovi progetti, un e-book su questi temi scritto con oltre dieci premi Nobel e altri pensatori contemporanei, e LifeGate “Movement for sustainable development” che, dice Roveda, “ha l’obiettivo di aggregare aziende, enti, associazioni per incentivare il cambiamento verso una società sostenibile”.

E sempre all’attenzione per l’ambiente si ispira il “Dizionario dei rifiuti” di Francesco Cucari, il ragazzo lucano di 18 anni che da studente appassionato di informatica e tecnologia ha sviluppato la prima App per la differenziazione dei rifiuti. Leggiamo su Greenews.info che l’idea gli è venuta un po’ per gioco quando nel paese dove abita è stata introdotta la raccolta porta a porta e i cittadini spesso non sapevano dove buttare alcuni rifiuti, a volte sbagliavano e si trovavano in difficoltà.
Ecco la soluzione: scrivi sul tuo smartphone che cosa devi buttare e l’applicazione ti dice dove. Il Dizionario dei rifiuti ha catalogato oltre 700 tipologie di oggetti ed è già stato scaricato nel Market Android da oltre 1.600 utenti in meno di due mesi.

Restiamo sul settore tecnologia con Marco Baroni, linguista e ricercatore di Bolzano che, dopo la formazione accademica maturata a Los Angeles, lavora oggi presso il Cimec, il Centro interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento. Sulle pagine di Alto Adige descrive il suo progetto, una ricerca che permetterà a Internet di decifrare anche il significato di intere frasi, rendendo i motori di ricerca ancora più efficaci, e grazie alla quale ha vinto una borsa di studio di Google. Strano destino per un ragazzo che non ha nemmeno una formazione da informatico; Marco infatti ha prima studiato Lettere, specializzandosi poi in linguistica, ma è interessato a usare i pc per capire meglio come funzionano il nostro cervello e il linguaggio.

E che dire delle startup hi-tech scelte dal Corriere della Sera? Tutte under 26 e innovative le idee di Marco De Rossi, Nicola Greco, Davide Cavone, Matteo Morelli, Andrea Mori e Niccolò Ferragamo; ragazzi che hanno saputo cogliere “le opportunità del digitale, dove intuizione e tenacia contano più dei genitori potenti e grossi capitali” e sui quali le nuove iniziative italiane a favore delle startup hanno capito di dover puntare.

Che cosa ne pensate di queste storie? Ne conoscete altre? Raccontateci esempi di giovani che hanno avuto nuove idee o che si sono distinti per progetti di ricerca!

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