Nel 2001 Marc Prensky introduce il termine digital natives per definire le nuove generazione di giovani che convivono dalla nascita con le tecnologie digitali, interagiscono da sempre con le innovazioni e hanno una naturale predisposizione a comprenderne dinamiche e sistemi. L’immagine di questi ragazzi difficilmente s’inserisce nello scenario scolastico più tradizionale con banchi, aule, libri cartacei, flussi di informazione più lenti e programmi predefiniti. Nasce così la visione dell’e-learning: una nuova modalità di formazione e apprendimento che unisce ai due elementi base della tradizione scolastica, studenti e insegnanti, i vantaggi della rete Internet e della diffusione di informazioni a distanza.
Una rivoluzione didattica dove le parole chiave che definiscono le nuove frontiere della formazione sono interattività, dinamicità e modularità; principi che si materializzano nei libri che si leggono gratuitamente sui tablet e nelle lezioni registrate da seguire via video. Si stima che entro il 2015 negli Stati Uniti il mercato dell’e-learning raggiungerà i 25 miliardi di dollari, nell’Europa orientale la formazione a distanza crescerà del 24%, in Asia del 30% e in Africa del 18%.
L’economia digitale rappresenta già il 2% del Pil in Italia, negli ultimi 15 anni ha creato oltre 700.000 posti di lavoro, stravolgendo a livello aziendale molte pratiche consolidate per migliorare la gestione di tempi e strumenti di lavoro.
Quali sono le risorse didattiche e abilità offerte da questa nuova modalità di apprendimento? Come può l’e-learning integrare ed eventualmente sostituire le precedenti esperienze formative e gestionali?
Di certo costituisce una grande opportunità per realtà di diverse dimensioni in un mercato che si apre a Università, aziende private e pubblica amministrazione. Gli atenei online sono stati istituiti nel 2004, oggi il loro valore è arrivato a 500 milioni di euro e nel 2009 gli iscritti alle Università italiane su Internet erano 30mila, in aumento sull’anno precedente del 20 per cento. Si è concluso da pochi giorni a Prato l’incontro annuale di Guide (Global universities in distance education), l’associazione internazionale che dal 2006 riunisce un centinaio fra i più importanti atenei online, dove è stata presentata la Fadrive international certification: l’attestazione di qualità globale di sistemi e soluzioni per la formazione a distanza.
Dal lato professionale esistono numerose piattaforme di e-learning che operano sul concetto dell’autoistruzione e dell’apprendimento collettivo, offrendo vantaggi sia per i dipendenti che per le imprese che decidono di avvalersene. E’ diffusa l’idea che l’e-learning sia solo uno strumento per abbattere i costi della formazione e dell’aggiornamento, ma i suoi effetti sono percepibili a più livelli:
- Economico: diminuiscono notevolmente costi e tempi di spostamento e di allontanamento delle risorse coinvolte nel processo formativo. La fruibilità dei corsi, ripetuta e programmabile sulle singole esigenze, minimizza lo sforzo pratico per attingere alla conoscenza e lascia più spazio pratica alla rielaborazione e alla messa in pratica delle nozioni. Una scelta economica ma anche sostenibile (a basso impatto ambientale), che ben si adatta anche alla Pubblica amministrazione in un’ottica di tagli e ammodernamento.
- Personalizzazione: la possibilità di organizzare i contenuti in modo asincrono, ossia non contemporaneamente dai discenti, consente ad ognuno di programmare il proprio percorso formativo secondo ritmi e obiettivi personali. L’attività è spesso organizzata in blocchi formativi (indicativamente 15/20 minuti di tempo), abbinabili in base alle esigenze del singolo.
- Cultura: per la crescita individuale all’interno di un gruppo di lavoro come nell’intera struttura aziendale è fondamentale valorizzare il patrimonio professionale, promuovere dinamiche motivazionali, innovare e trasmettere la cultura di settore, cooperare per accrescere le potenzialità di ognuno in favore dei risultati del team.
- Know how: la possibilità di realizzare corsi on demand consente di costruire le basi del Knowledge Management aziendale, sostenere lo sviluppo di know how, competenze e innovazione.
- Modus operandi: e-learning non si traduce solo in web conference, videolezioni e incontri live, è anche una strada percorribile per creare nuove modalità di lavoro condivise, per agevolare monitoraggio e tutoraggio delle attività dei singoli e riuscire a migliorare l’offerta formativa dell’azienda e la prestazione del dipendente.
- Risorse umane: la gestione e la formazione interna delle risorse umane sono allo stesso tempo una necessità, un costo e un limite per chi gestisce le risorse umane in azienda. L’alternativa elearning sta prendendo sempre più piedi proprio per venire incontro alle esigenze aziendali di aggiornamento e crescita interna di profili professionali specializzati.
L’ascesa del mercato dell’e-learning ha creato nuovi posti di lavoro e nuove figure professionali come l’e-learning manager. Siete favorevoli alla diffusione della cultura del anywhere/anytime nel ramo della formazione? Avete avuto esperienze di corsi online o formazione a distanza? Quali vantaggi avete potuto cogliere nell’e-learning?
Vuoi sapere tutto sul mondo del lavoro in tempo reale? Scopri news, offerte di lavoro e curiosità su Cliclavoro.






