Cinque mestieri digitali che non esistevano cinque anni fa

I rapidi ritmi dell’innovazione hanno reso obsolete alcune professioni. Di contro ne sono nate altre che non esistevano fino a pochi anni fa. E questo accade soprattutto nel campo dei media, un mondo versatile e cangiante che si è ampliato per comprendere una nuova gamma di formati digitali in cui i professionisti dei nuovi mezzi di comunicazione usano Internet per fornire informazione e intrattenimento in modi completamente nuovi. E anche se non sempre si riesce a stare al passo con le novità tecnologiche, una giusta combinazione creatività in vecchio stile e dedizione al lavoro possono ancora essere le chiavi giuste per il successo.
Con l’aiuto di Carrerealism scopriamo cinque professioni digitali che fino a 5 anni fa non esistevano e che oggi coinvolgono il lavoro di migliaia di professionisti in tutto il mondo.

SEO Strategist. Sebbene la Search Engine Optimization (SEO) sia nata già nello scorso decennio,  solo da pochi anni è diventata il fulcro dell’attività di alcune aziende. L’acronimo SEO si riferisce all’insieme di tecniche che massimizzano il posizionamento di un sito web collocandolo sulle prime pagine dei motori di ricerca.
Molti strateghi SEO sono assunti come consulenti per aumentare il traffico web dei siti clienti e il flusso di visite.
Lavorare per il SEO richiede sia competenze tecnico-informatiche che di marketing, nonché una profonda conoscenza del funzionamento dei motori di ricerca e di interazione con l’utente web.

Social Media Manager. Negli ultimi 5 anni Facebook, Twitter, YouTube e LinkedIn hanno subito un’esplosione di popolarità senza precedenti nella storia del web. Le aziende e i professionisti hanno colto  il potenziale del social media management per creare una identità online dei brand e fidelizzare gli utenti attuando una comunicazione bidirezionale. Gli strumenti dei social media online vengono usati per aumentare il traffico sui siti web, creare un passaparola favorevole e generare un rapporto di fiducia e affezione nei confronti dell’azienda.

Blogger. Quello che era usato come un semplice diario online è diventato oggi una nuova forma di giornalismo. I lavori tradizionali nell’ambito del giornalismo della carta stampata stanno diminuendo: di contro le possibilità per i blogger stanno crescendo ad un ritmo rapidissimo facendosi in taluni casi punto di riferimento intellettuale delle comunità web.
I post pubblicati dai blogger professionisti fanno spesso parte di una strategia SEO progettata per attirare i visitatori di un sito web, aumentare gli introiti pubblicitari generati dal traffico e contribuire alla creazione o al mantenimento dell’identità online del brand.

App Designer. La proliferazione di smartphone e tablet ha portato a una crescente domanda di applicazioni ben progettate. Gli App designer stabiliscono quello che un app farà, come sarà e come gli utenti interagiranno con essa.
Il mercato delle applicazioni è floridissimo e le aziende hanno capito di recente che un’applicazione “utente-centrica” può essere un potente strumento di marketing. Molti app designer sono diventati famosi in poche ore  grazie a un’applicazione originale scaricata a valanga da una moltitudine di utenti.

Content Developer. I Content Developer ricercano contenuti per il web e scrivono per portali e siti online. Arricchiscono il loro lavoro aggiungendo elementi grafici, video e audio. Le competenze utilizzate dagli sviluppatori di contenuti includono la scrittura e relativo editing, progettazione grafica e sviluppo multimediale.
Sono ancora pochissimi i percorsi formativi specifici per imparare questa professione. Esiste invece una moltitudine di siti web, libri e corsi on-line con cui si possono apprendere tecniche e strategie che preparano e stimolano le proprie abilità del content development, anche se la migliore “palestra” per apprendere questo mestiere è la pratica.

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